Il mio esordio come studente di ingegneria non era stato dei più brillanti.
Avevo litigato con la professoressa di Analisi 1, portando a casa un risicato 18 e decidendo di fare una scelta strategica: saltare un anno, così da non ritrovarmela anche in Analisi 2.
Pieno di buone intenzioni mi presentai quindi alla prima lezione del professor Grasselli, per me un perfetto sconosciuto.
Seguii la lezione con un misto di incredulità e smarrimento.
Non capivo una parola.
I segni sulla lavagna non erano formule: erano geroglifici. Non riuscivo nemmeno a leggerli, figuriamoci a interpretarli.
A fine lezione andai da lui e glielo dissi senza troppi giri di parole.
Mi chiese:
“Lei non ha seguito Analisi 1 con me, vero?”
Alla mia risposta affermativa, mi spiegò con calma che il corso che avevo seguito io era rimasto un po’… indietro.
“Nel frattempo la matematica è andata avanti.”
Gli chiesi cosa potessi fare.
“Venga a ricevimento.”
Ci andai.
Mi accolse con un libro in mano:
“Questo l’ho preso in biblioteca per lei. Se lo legga tutto, poi torni.”
Era Introduzione al calcolo numerico.
Lo lessi come si legge un romanzo.
Pagina dopo pagina, mi si aprì un mondo nuovo. Quello che prima era incomprensibile iniziava ad avere un senso, una struttura, una logica.
Tornai più volte da lui, e ogni volta trovai risposte.
Così recuperai il terreno perso e iniziai finalmente a camminare con le mie gambe.
Arrivò il giorno dell’esame.
Mi guardò e disse:
“L’aspettavo.”
Risposi alle domande con sicurezza. Mi sembrava tutto chiaro, quasi semplice.
A un certo punto mi fece una domanda. Risposi senza esitazioni.
Mi guardò negli occhi:
“Ne è sicuro?”
“Sì.”
Si alzò, fece qualche passo indietro:
“Ne è sicuro?”
“Sì.”
Continuò ad allontanarsi, fino a metà aula:
“Ne è sicuro?”
“Sì.”
Arrivò in fondo all’aula e, da lì, rilanciò:
“Ma ne è sicuro sicuro sicuro?”
A quel punto risposi:
“Sì. Perché se non è così vuol dire che non ho capito nulla.”
Mi guardò, sorrise e disse:
“Volevo esserne certo.”
Alla fine passai l’esame.
E, soprattutto, avevo finalmente capito qualcosa.