Da diversi anni, in pausa pranzo, vado a mangiare con i colleghi in un self-service vicino alla nostra sede.
Quando il tempo lo permette ci sediamo all’esterno, sui tavolini sistemati lungo il marciapiede. Si mangia meglio e si osserva il mondo che passa.
L’altro giorno eravamo lì a chiacchierare quando, al tavolo accanto al nostro, si consumò un piccolo dramma.
Un signore di una certa età stava pranzando insieme alla moglie. A un certo punto ci accorgemmo che qualcosa non andava: aveva la bocca spalancata, il volto paonazzo che stava rapidamente virando verso il blu e sembrava non riuscire più a respirare.
La moglie gli chiese un paio di volte cosa stesse succedendo.
Lui non riuscì a rispondere.
Poi la signora gridò:
“Aiuto!”
In quell'istante uscì il buon samaritano che è in me.
Anzi, a essere sincero, uscì anche quello che aveva seguito diversi corsi di Primo Soccorso e che da anni aspettava l’occasione di mettere finalmente in pratica quanto imparato.
Mi alzai di scatto.
Era arrivato il mio momento.
Raggiunsi il signore in pochi secondi, già pronto a praticare una perfetta manovra di Heimlich da manuale.
Peccato che lui mi anticipò.
Con un colpo di tosse monumentale espulse sul tavolo tutto quello che aveva ingerito negli ultimi giorni.
Forse anche negli ultimi mesi.
I miei sogni di gloria si infransero all’istante.
Il signore riprese immediatamente a respirare, il colore tornò normale e l’emergenza si concluse senza che io potessi nemmeno sfiorarlo.
Una delle cameriere arrivò di corsa con stracci, secchi e prodotti per la pulizia.
Io, ormai ridotto a semplice spettatore, gli chiesi se stesse bene.
Mi rassicurò con un cenno.
Poi lui e la moglie si alzarono e se ne andarono.
Mentre tornavo al mio posto, ancora un po’ deluso per la mancata impresa eroica, assistetti all’ultima scena della vicenda.
Un altro avventore, vassoio alla mano, si avvicinò al tavolo appena liberato e si sedette.
Accanto al vomito.
Non vicino.
Accanto.
Come se nulla fosse.
A quel punto capii che il vero uomo coraggioso della giornata non ero stato io.