Quando ho fatto l’Interrail, l’euro non esisteva ancora e uno degli scogli maggiori del viaggio era il cambio di valuta. Ogni paese aveva la sua moneta, con un cambio diverso rispetto alla lira, e quindi prima di comprare qualsiasi cosa bisognava fare rapidamente il calcolo per capire quanto stavi davvero spendendo.
A questo si aggiungevano le commissioni sul cambio, che potevano incidere parecchio. Mi ero quindi dato una regola abbastanza semplice: cambiare una sola volta per nazione, cercando il tasso più favorevole e le spese più basse possibile. Una volta finiti i soldi nella valuta locale, niente più spese fino all’arrivo nella nazione successiva, dove il sistema ricominciava.
Quel giorno ero su un traghetto che da Oslo mi avrebbe portato a Copenhagen. Avevo finito le corone norvegesi.
Era sera, avevo fame e il traghetto non sarebbe arrivato in Danimarca prima del mattino. Così vagavo per i vari ponti cercando di ingannare il tempo, quando vidi una fontana.
Mi avvicinai e notai che sul fondo c’erano alcune monetine.
Preso da un improvviso raptus di necessità economica, infilai la mano nell’acqua, presi la moneta più grossa e mi allontanai.
Il problema era che, anche con quella moneta, non potevo comprare praticamente nulla al bar del traghetto: i prezzi erano proibitivi.
Così me la rigiravo tra le mani cercando di capire cosa farne, quando vidi una slot machine.
Pensai:
«Tanto vale buttarla lì. Almeno provo il brivido del gioco.»
Inserii la moneta nella fessura, tirai la leva e rimasi a guardare i simboli girare.
Un dollaro.
Due dollari.
Tre dollari.
Jackpot.
Avevo vinto l’equivalente di oltre centomila lire.
All’epoca erano una bella cifra.
Mi precipitai al bar e, applicando per la prima volta nella mia vita una gestione finanziaria completamente priva di qualsiasi criterio, comprai praticamente tutto quello che c’era.
Quando ebbi finito, mi erano rimaste alcune monete.
E qui entra in gioco la mia rigorosa filosofia dell’Interrail.
Le monete norvegesi non mi servivano più.
Così tornai alla fontana e le gettai nuovamente nell’acqua.
In fondo, qualcuno avrebbe potuto trovarsi nella mia stessa situazione.
Io avevo semplicemente anticipato il suo cambio valuta.
Con un piccolo, irrilevante margine di guadagno.