C’era una volta un tempo in cui i clienti facevano ancora dei regali.
Niente di particolarmente costoso: una bottiglia di vino, un panettone a Natale, una scatola di cioccolatini. Era semplicemente un modo per ringraziarti del lavoro svolto.
Quella volta mi regalarono un cestino pieno di cioccolatini al rum.
Lo lasciai aperto sul tavolo della cucina e mi misi a fare altro per casa.
All’epoca Francisca era ancora molto piccola, ma aveva già imparato a spostarsi autonomamente. Di solito era facile capire dove si trovasse e cosa stesse facendo: bastava ascoltare.
Oggetti che cadevano.
Giocattoli trascinati.
Versi incomprensibili quando qualcosa era fuori dalla sua portata.
Insomma, una presenza discreta ma rumorosa.
A un certo punto però mi accorsi che era sceso il silenzio.
E il silenzio, quando in casa c’è un bambino piccolo, raramente è una buona notizia.
Uscii dalla camera e la chiamai.
Nessuna risposta.
Poi la vidi comparire dalla porta della cucina.
Camminava lentamente, con un’andatura decisamente incerta.
Aveva il viso completamente sporco di cioccolato, le mani impiastricciate e un’espressione stranamente soddisfatta.
Capii immediatamente cosa era successo.
Mi precipitai in cucina.
La scatola dei cioccolatini era stata devastata.
A quel punto l’ingegnere prese il sopravvento sul padre.
Feci rapidamente un calcolo mentale: quantità di rum contenuta in un cioccolatino, numero di pezzi mancanti e peso della bambina.
In proporzione, Francisca aveva probabilmente assunto una quantità di alcol sufficiente a ubriacarsi.
E infatti, dopo aver fatto ancora un paio di passi incerti, crollò a terra come un pugile al decimo round.
Io rimasi a fissarla senza sapere cosa fare.
I classici rimedi da doposbronza non mi sembravano particolarmente indicati per una bambina di pochi anni.
Alla fine optai per la soluzione più semplice: la misi a dormire nel suo lettino e rimasi a controllarla come un guardiano carcerario per il resto del pomeriggio.
Fortunatamente si svegliò qualche ora dopo allegra e sorridente come sempre, senza il minimo ricordo della sua avventura.
Da quel giorno i cioccolatini al rum hanno cambiato posto.
E vengono conservati in luoghi talmente irraggiungibili che a volte faccio fatica a recuperarli anch’io.