Un bel po' di anni fa, durante le vacanze di Pasqua, partii con la mia futura moglie e con un'altra coppia di amici, Stefano e Costanza, per un giro in Emilia.
Viaggiavamo senza una meta precisa, fermandoci dove trovavamo qualcosa di interessante.
Fu così che arrivammo alla Pietra di Bismantova.
Scoprimmo che quella sera era in programma una fiaccolata notturna che sarebbe salita fino alla cima della roccia, dove i partecipanti sarebbero stati accolti con una bella tazza di vin brulé.
Ci sembrò un'ottima idea.
Decidemmo quindi di salire nel pomeriggio, montare le tende in cima e aspettare con calma l'arrivo della fiaccolata.
La salita fu piacevole.
Faceva quasi caldo, il sole splendeva e noi ci godevamo il panorama, soddisfatti della nostra decisione.
Montammo le tende, iniziammo a preparare la cena e proprio in quel momento il tempo cambiò.
Cominciò con qualche timido fiocco di neve.
Pensammo fosse una cosa passeggera.
Nel giro di poco, invece, ci ritrovammo nel mezzo di una vera bufera.
Scendere non era più un'opzione.
Il sentiero era troppo esposto e affrontarlo con quel tempo sarebbe stato molto più pericoloso che restare dov'eravamo.
Così decidemmo di resistere.
Ci riparammo tra le rocce e accendemmo un fuoco.
Bruciammo tutta la legna che riuscimmo a trovare, poi carta, cartoni e qualsiasi cosa potesse alimentare un po' le fiamme.
Ma il freddo aveva decisamente la meglio.
Alla fine ci infilammo nelle tende indossando tutto quello che avevamo nello zaino.
Pile, maglioni, giacche, berretti.
Aspettavamo solo una cosa.
La fiaccolata.
E soprattutto il vin brulé.
Ci sembrava impossibile che qualcuno potesse rinunciare a una promessa del genere.
Passammo tutta la notte a battere i denti.
Della fiaccolata, però, nessuna traccia.
Solo molti giorni dopo scoprimmo che era stata annullata a causa del maltempo.
Noi, semplicemente, non l'avevamo saputo.
Al mattino il cielo era di nuovo sereno.
Smontammo il campo ancora infreddoliti e mentre preparavo lo zaino presi il dentifricio.
Era diventato un pezzo di ghiaccio.
Fino a quel momento non avevo mai pensato che il dentifricio potesse congelare.
Da allora so che può succedere.
E so anche che non bisogna mai affrontare una bufera di neve contando sul vin brulé.